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Mesopotamia arcaica
Mesopotamia
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Costa della Siria
Ugarit Byblos




 
Pesi con luna crescente
 
AO 22187
 
 
Richelieu sala 2 vetrina 6 (8)
 
  
 
Questa unità di misura, che diventerà
anche un’unità monetaria (Esdra 2:69),
 
è contrassegnata con una ‘mezza-mina’
(qui 248 grammi) e porta una luna crescente,
simbolo del dio-luna Sin, protettore di Ur. /div>
 
Tera, il padre di Abraamo,
viveva in questa città,
e forse l’ha pure adorato.
 
Genesi 11:27,28; Giosuè 24:2,14.

 Luna crescente, simbolo del dio-luna Sin

Il culto della luna si sviluppa molto presto in Mesopotamia. Presso i sumeri è il dio Nanna. Sin presso i Babilonesi. Nella civiltà egiziana s’imparenta con l’occhio sinistro ferito di Horus. I greci vi vedevano la “residenza delle anime”. Le religioni assegnano alla luna un’importanza diversa. Essa segna l’inizio dell’Anno Nuovo cinese.
  Il profeta Maometto, l’istituirà nel 631

 Tutte le civiltà,
tutte le religioni hanno
venerato la luna. 

 
Un calendario puramente lunare, e la luna crescente diventa allora un simbolo importante. La prima Pasqua giudaica fu osservata all’epoca della luna piena, il 14 Nisan del 1513 av. n. è. (Esodo 12:18). Questo dettaglio permette ai cristiani di seguire con esattezza la commemorazione della morte di Cristo,”la nostra Pasqua”. - 1 Corinti 5:7.
 
Nella Bibbia, la luna non è citata e resta ,proprio come il sole, alla sua funzione di luminare (Genesi 1:16).
 
Si troverà un divieto anche nel Decalogo :
 

“Tu non devi farti nessuna immagine scolpita, né alcuna forma che assomigli a qualsiasi cosa che è nei cieli in alto”.

Esodo 20:4
 

 Pesi e enigma

Questo peso illustra anche l’enigma proposto all’ultimo re di Babilonia, Baltassar: “Mene,Mene,Techel e Parsin.” (Daniele 5:24,25). Le consonanti che compongono la prima parola di questa scrittura sul muro permettono di comprendere bene la parola “mina” che è una forma del termine arameo reso per “contato”.
 

“Mene, Mene, Techel

e Parsin.”
 
Daniele 5:24,25 
 
Dio aveva contato i giorni e annunciato la fine della dinastia babilonese. Secoli più tardi, Babilonia è effettivamente ancora  “un mucchio di rovine” […..]senza abitante”, testimonianza silenziosa ma eloquente dell’infallibile accuratezza della parola profetica. – Geremia 51:37.
 
La caduta di un’enigmatica “grande Babylone” (Rivelazione 18:2, Bible en Français Courant) è annunciata con altrettanta certezza.
 
 
 

 





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