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Mesopotamia arcaica
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Iscrizione greca del tempio d’ Erode
 
AO 5032   
 
non esposta
 
 
 
Questa iscrizione, il cui calco è
conservato al Louvre era posta nel
recinto del tempio di Erode
a Gerusalemme.
 
Essa impediva ai Gentili l’accesso ai cortili interni che erano aperte agli adoratori giudei santificati (Efesini 2:14,nota). Secondo la Misna (Middot II,3), questa chiusura alta 1, 3 metri portava il nome di Soreg.
 
Sulla parte alta di questo muro era scritto l’avvertimento in greco e latino : Divieto a ogni straniero di superare la barriera e di penetrare nel recinto del santuario. Chiunque sarà stato preso, sarà lui stesso responsabile della morte che ne seguirà.”

 Iscrizione del tempio e Soreg 

Questo testo chiarisce una scena del libro degli Atti (21:27-29).  Dei Giudei dell’Asia accusavano l’apostolo Paolo di aver fatto “entrare dei Greci nel tempio e […] contaminato il luogo santo”.
 
Soprattutto, esso permetto di comprendere meglio l’allusione fatta nella nota in Efesini 2:14.
 

Modello del Secondo Tempio di Gerusalemme Museo d’Israele a Gerusalemme

 
Nel contesto, l’apostolo spiega che il “il muro intermedio rappresenta l’antica separazione legale tra Giudei e Gentili, conseguenza del patto della Legge conclusa con Mosè. Patto che la morte di Cristo ha abolito (Colossesi 2:13-15) permettendo ai “due popoli libero accesso presso il Padre”.
 
 
Questa iscrizione permette infine di comprendere meglio le parole di Pilato riguardanti Gesù : “Prendetelo voi stessi e appendetelo su di un palo” (Giovanni 19:6).
 
Questa dichiarazione sembra contraddire quello che i Giudei avevano detto prima : “non ci è permesso di uccidere alcuno” (Giovanni 18:31).
 
Notale la posizione della barriera o “soreg”.

In TMN, 1995, appendice G
 
Lo storico Giuseppe Flavio, testimone oculare dell’assalto romano contro Gerusalemme nell’anno 70, rapporta queste parole del generale Tito : “Non siete voi che avete intercalato delle stele incise, proclamando che nessuno deve superare questo parapetto? Non avete permesso di mettere a morte quelli che l’hanno superato ?”
 
Cosi. Anche se i romani non autorizzavano i Giudei a ricorrere alla pena capitale per punire i delitti civili, essi gli accordavano questo diritto,sembra, per punire degli errori religiosi gravi; come fu nel caso di Gesù.
 
 
 
 

 





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