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Une visite
de trois départements
du Louvre
En vingt trois étapes




 

Stele di Mesa             AO 5066 

 
 
Sully Levante sala D
 
 
SQuesta stele della vittoria del re Mesa
su Israele ci consegna una delle più importanti testimonianze dirette sul mondo della Bibbia.
 
La menzione scritta d’Israele è la più
antica circostanza conosciuta.
 
Sono ugualmente menzionati numerosi luoghi
biblici confermando così la loro autenticità. Citiamo Atarot e Nebo (Numeri 32:34), Dibon (Giosué 13:9), Bet-Diblataim (Geremia 48:22,24).
 
I Moabiti, discendenti di Lot, nipote di Abraamo, erano imparentati con gli Israeliti, cosa che spiega qui la somiglianza della lingua di due popoli.

Stele di Mesa, una delle più importanti testimonianze
dirette sul mondo della Bibbia

Nel 1868 un missionario alsaziano, F. Klein scopre un’antica iscrizione a Dinan, antica Dibon, capitale del regno di Moab. Uno stampaggio dei caratteri viene realizzato grazie alla sagacia di Clermont-Ganneau, prima che la pietra venga spezzata dai Beduini. Con le sue trentaquattro righe, è “la scoperta più importante che sia mai stata fatta nel campo dell’ epigrafia orientale”, secondo Ernest Renan.
 
Il testo non segue un ordine logico. Glorificazione del re e delle azioni del suo regno, egli presenta la versione del re di Mesa a proposito della sua rivolta contro Israele (2 Re 1:1; 3:4-5).
 
Si legge fra l’altro : “ Io sono Mesa, re di Moab, il Dibonita: Io ho costruito questo alto luogo per Chemos, […] perché mi ha fatto trionfare su tutti i miei avversari. Omri era re d’Israele ed egli oppresse Moab durante numerosi giorni[…], Di là io presi i vasi(?) di Yahvé e li portai davanti a Chemos”
 

 “la scoperta più importante 

che sia mai stata fatta nel campo dell’
 
epigrafia orientale”
 
 Ernest Renan 
   
Stele di Mesa, Il nome divino o Tetragramma Stele di Mesa, Il nome divino o Tetragramma
 
 

Il nome divino appare qui in caratteri

arcaici, sotto forma di quattro lettere o Tetragramma, all’estrema destra del 18° rigo. 

Questo nome personale di Dio, trascritto in francese con YHWH o JHVH, si incontra per la prima volta in Genesi 2:4.

Questo verbo all’imperfetto della forma causativa significa “Egli fa divenire”.

Questo nome sacro appariva circa 7.000 volte nel testo ebraico.

Stele di Mesa, Il nome divino o Tetragramma

Esso designa il Dio che, per una azione in corso, diventa Colui che realizza delle promesse, Colui che adempie sempre i suoi propositi (Esodo 3:14, nota).
 
“Supponiamo[…] che essi dicano:
‘Qual’è il suo nome?’ Cosa dirò loro ?
Allora Dio disse a Mosé :
“ Io sarò quel che sarò.”  
 
- Esodo 3:14
 
Qui, ‘Ehyèh è all’imperfetto ebraico, prima persona singolare, e significa dunque “ Io diverrò”; o “Io sarò”. Non è qui messo in questione se Dio stesso esiste, ma di ciò che Egli si propone di divenire per gli altri.
Non si tratta dunque “ di un nome misterioso, che suggerisce solamente la sua esistenza o la sua presenza”, come scrive J. Bottero
 
La maggior parte delle versioni sostituiscono con dei titoli come “Signore” o “Eterno” al Tetragramma. Una ragione spesso avanzata proviene da una antica tradizione giudaica; e dallo scrupolo, cioè dal timore superstizioso di pronunciare il “Nome ineffabile” sotto la sua vera forma per paura di violare il terzo comandamento (Esodo 20:7). Oltre al fatto che si tratta di una errata comprensione della Legge, il rischio è d’impoverire la lettura della Bibbia non vedendo dietro una parola fittizia il nome proprio di Dio.
 
Frammento di placchetta d’ardesia
 
con il Tetragramma
 
 
 
GL. CN. 1984,2363 OP. 6, 3188
 
 
 
 
LOUVRE medievale – Corte Napoleone
 

Gesù in mezzo ai dottori
 
INGRES inv 861.11
Museo di Montauban
 
Esposizione temporanea
Louvre maggio 2066
 
 
Notate il Tetragramma sulla fronte di uno dei sacerdoti giudei
 
Si trova il Tetragramma anche su numerosi monumenti parigini.  ( monuments parisiens )
 
Soffitto della chiesa di Val de Grâce
 
5ème arrondissement
(quinta circoscrizione amministrativa)
Chiesa  Saint-Médard

 rue Mouffetard, 5ème Paris
 
La pronuncia originale del nome di Dio è ugualmente sconosciuta; come quella di ‘Gesù’ dato che l’antico ebraico si scriveva senza vocali. I Masoreti inventarono un sistema di punti-vocalici alfine d’indicare la pronuncia corretta delle parole. Nella copia completa delle Scritture ebraiche , la più vecchia del mondo, il Codice di Leningrado, datato 1008, il Tetragramma è vocalizzato in Yehwah, Yèhwih e Yehowah.
 
Degli esegeti hanno proposto, senza certezza, l’ortografia ‘Yahweh’ (Liénart) o ‘Yahvé’ (Jérusalem 2000, Osty, La Bible des Peuples). Molti ebraizzanti stimano che questa pronuncia sia la più verosimile. ‘Jéhovah’ (Crampon 1905, TNM) è la traduzione francese la più conosciuta è la più diffusa.
 

 “Si pensa generalmente che il vocabolo ‘Jéhovah’ è un’ invenzione di Peter Galatin (1518). Sembra che questo termine fosse già correntemente utilizzato prima di questa data. Lo si ritrova in un testo di Raymond Martin nel 1270” www.jewishencyclopedia.com

 
“La vocalizzazione ‘Yahvé’ è una ricostruzione ipotetica di un nome la cui pronuncia reale non era più conosciuta. Lo stesso vale per la pronuncia “Jéhovah”, più prossima di quella di Adonai, ma che non corrisponde meglio alla forma primitiva. Altri si accontentano di sopprimere le vocali, rendendo semplicemente il Tetragramma YHWH.”
 
La Bible de Jérusalem, edizione 2007
 
Di quale importanza è l’impiego del nome personale di Dio per il credente ? La preghiera che Gesù Cristo ha dato come modello comincia in questo modo : “ Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.” – Matteo 6:9
 
Voir aussi,
 
Le Tétragramme sur les monuments parisiens

 




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