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Sala delle Cariatidi
Arte romana
Epoca di Giulio-Claudio
Antichità tardiva
Gallia , Africa e Siria




Eros        MR 141
 
 
Sully sala 17
  
 
 
 
Eros, associato a Cupido dai Romani,
è il dio dell’amore nella mitologia greca.
 
Egli è rappresentato sotto la parvenza di un
bambino alato, con gli occhi a volte bendati.
 
Egli porta spesso un arco con il quale scocca
delle frecce nel cuore degli dèi e degli uomini.
 
Questa statua appartiene a una serie d’immagini
che associano Eros con sua madre Afrodite
mentre guardano in uno scudo che sarebbe sostenuto dal dio.

Amore, quattro termini diversi

La parola resa per “ amore ” nelle Scritture greche traduce quattro termini diversi.  Eros designa il sentimento amoroso fra i due sessi. Esso non appare nel testo santo, anche se l’idea è espressa ( 1 Corinti 7:2-5). Filia è l’affetto che unisce degli amici (Giovanni 21:17, nota), mentre storgé descrive l’amore famigliare.
 
L’amore agape appare molto più spesso
(250 volte) che gli altri termini.
 
Esso nasce dall’attaccamento a certi principi
che eliminano ogni idea d’interesse personale.
 
Dio è la personificazione dell’amore. - 1 Giovanni 4:8.
 

“Da questo tutti

riconosceranno che siete miei discepoli : se avrete amore [agape]tra di voi.”

- Giovanni 13:35

 
Questa sfaccettatura dell’amore basata su dei principi fa intervenire di meno gli impulsi che la mente e una volontà deliberata traduce in azioni, senza pertanto escludere ogni nozione d’affetto.
 
Se Platone, Socrate, Aristotele e
altri classici greci impiegarono
spesso eros, essi usarono raramente
la parola agape.
 
L’amore fisico non può contribuire
alla felicità che nella misura in cui
viene tenuto sotto controllo, e non adorato. Forse è questo che spiega perché gli scrittori biblici evitarono d’impiegare un termine che i loro lettori
di lingua greca potessero associare a uno degli dèi pagani.
 
“Io ho riscritto il termine greco agape con amore e non carità. Questa è la sola libertà che mi sono presa in quest’opera riguardo alla traduzione della Bibbia di Gerusalemme.
Quest’ultimo termine è in effetti oggi molto connotato in un senso peggiorativo per rendere quello
che Paolo vuole esprimere con il
termine agape, che significa l’amore
che viene da Dio.
 
Frédéric Lenoir, Le Christ philisophe
 
La superiorità di questo amore sarebbe la caratteristica dei veri cristiani. “ Da questo tutti riconosceranno che siete miei discepoli : se avrete amore [agape] tra di voi. “ - Giovanni 13:35
 
 
 

 





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